C’è una scadenza per la revisione del sistema ETS: luglio 2026. Entro quella data, come previsto nelle conclusioni adottate dal Consiglio europeo che si è svolto a Bruxelles il 19 e 20 marzo, la Commissione europea dovrà presentare una revisione del sistema di scambio delle quote di emissione “per ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e mitigarne l’impatto sui prezzi dell’elettricità”.
La questione è stata al centro di un confronto acceso tra gli Stati, che ha visto da un lato Paesi come l’Italia, favorevoli a una revisione completa del sistema, dall’altro Paesi che volevano mantenere lo status quo. “Il sistema Ets funziona e ha ridotto l’uso di gas e le nostre dipendenze da importazione di combustibili fossili, agevolando gli investimenti sulla transizione energetica – ha sottolineato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, a fine vertice -. Dobbiamo tuttavia modernizzare queste misure e renderle più flessibili. Per questo abbiamo proposto un boost per gli investimenti ETS, con l’obiettivo di finanziare progetti per la decarbonizzazione”.
Il budget previsto è di circa 30 miliardi di euro e sarà finanziato da 400 milioni di quote ETS.
Von der Leyen ha anche fatto sapere che la Commissione ha concordato di collaborare strettamente con gli Stati membri che elaborano regimi nazionali, per mitigare ulteriormente l’impatto dei costi dei combustibili sulla produzione di energia elettrica.
Già dalla prossima settimana, ha aggiunto la presidente della Commissione Ue, inizieranno le discussioni con le autorità italiane sul decreto bollette per “affrontare i problemi specifici di breve termine che ha l’Italia” a causa dei rincari energetici”.
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Sito web Rivista Tir
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