TRASPORTO COMBINATO

Il “trasporto combinato” tra Stati membri UE trova la propria fonte normativa nelle direttiva CEE n. 92/106 del 7.12.1992 recepita nell’ordinamento italiano con D.M. 15.02.2001.

LA RUBRICA DEL PRESIDENTE, a cura dell’avv. Francesca Fiorini

Ai sensi dell’art. 1 D.M. 15.2.2001: “per «trasporto combinato» si intendono i trasporti di cose fra Stati membri dell’Unione europea o aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo nei quali l’autocarro, il rimorchio, il semirimorchio con o senza veicolo trattore, la cassa mobile o il contenitore (di 20 piedi e oltre) effettuano la parte iniziale o terminale del tragitto su strada e l’altra parte per ferrovia, per via navigabile o per mare e ricorrono le seguenti condizioni:

  1. a) la parte del tragitto effettuata per ferrovia, per via navigabile o per mare supera i 100 km in linea d’aria;
  2. b) la parte iniziale o terminale del tragitto, effettuata su strada, è compresa fra il punto di carico della merce e l’idonea stazione ferroviaria di carico più vicina per il tragitto iniziale o fra il punto di scarico della merce e l’idonea stazione ferroviaria di scarico più vicina per il tragitto terminale ovvero la parte iniziale o terminale del tragitto, effettuata su strada, è compresa in un raggio non superiore a 150 km in linea d’aria dal porto fluviale o marittimo di imbarco o di sbarco.

La Circolare Ministero dei Trasporti, Prot. n. 25149 del 18 marzo 2008 illustra i presupposti affinché possa configurarsi l’esecuzione di tale tipo di trasporto e conseguentemente possano applicarsi i relativi benefici e le esenzioni da contingentamento come di seguito fedelmente riportati:

  • combinazione della modalità terrestre su gomma e ferroviaria o marittima o per via navigabile interna: il trasporto effettuato su gomma deve svolgersi in una relazione di traffico – iniziale o terminale – che comprenda anche l’altra modalità. Dunque, il tragitto terrestre svolto con automezzo, deve essere la parte iniziale o terminale dello stesso viaggio. Ancora, la relazione di traffico in questione deve svolgersi – per l’intero percorso comprensivo delle due modalità – nell’ambito del territorio dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo.
  • limiti di distanza per il trasporto combinato ferrovia-gomma: il tratto ferroviario deve essere di almeno 100 km in linea d’aria, mentre quello su strada deve essere il tragitto più breve possibile tra il luogo di inizio o di termine del viaggio su gomma e la stazione ferroviaria attrezzata più vicina. Per questa deve intendersi un terminale ferroviario dotato di strutture intermodali.
  • limiti di distanza per il trasporto combinato mare o via navigabile interna- gomma: il tratto su nave deve essere di almeno 100 km in linea d’aria, mentre quello su gomma deve essere al massimo di 150 km in linea d’aria tra il punto di inizio o termine del viaggio su gomma ed il porto.
  • condizioni oggettive: il trasporto in argomento può avere come oggetto:
  1. il veicolo o il complesso veicolare; in tal caso è il veicolo in sé a costituire oggetto di trasporto combinato;
  2. il rimorchio o il semirimorchio; in tale circostanza, sarà la motrice o il trattore a recarsi presso la stazione o il porto per agganciare il traino e, quindi, proseguire il viaggio;
  3. la cassa mobile o il container di almeno 20 piedi; in questa ipotesi è l’intero veicolo o complesso veicolare a recarsi presso il porto o la stazione per caricare l’oggetto.Condizioni soggettive: possono effettuare il “trasporto combinato” le imprese di autotrasporto in conto terzi stabilite in uno stato membro dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo ed abilitate allo svolgimento di autotrasporto internazionale.Tragitti iniziali e terminali. L’art. 4 del D.M. 15.02.2001 così dispone : “I vettori stradali stabiliti in uno degli Stati dell’Unione Europea o aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, e che possiedono i requisiti per l’accesso alla attività e al mercato per il trasporto di cui all’art. 1, possono effettuare, nel quadro di un trasporto combinato tra Stati dell’Unione europea o aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, tragitti stradali iniziali e/o terminali che costituiscono parte integrante del trasporto combinato anche quando non comprendono il varco di una frontiera”.
  4. Tariffe: ai sensi dell’art. 6 D.M. 15.02.2001 “Il corrispettivo per il trasporto relativo al tragitto stradale iniziale o terminale effettuato nel quadro di un trasporto combinato è liberamente determinato dalle parti”.
  5. La Circolare MIT n. 2/2006 del 23.01.2006 prot. 13/80 ha infine precisato, modificando la precedente Circolare n. 1/2005 del 26.07.2005 prot. N.2932/80 che : “ai sensi dell’art. 4 della Direttiva n. 92/106/CEE nell’ambito di un trasporto combinato, i tragitti stradali dal luogo di carico della merce al terminale ferroviario o al traghetto e viceversa costituiscono parte integrante del trasporto combinato e non un trasporto di cabotaggio.

Documento di trasporto. L’art. 3 del D.M. 15.2.2001 disciplina inoltre il documento di trasporto combinato stabilendo che esso : “deve essere completato con l’indicazione delle stazioni ferroviarie di carico e scarico relative al percorso ferroviario o dei porti fluviali di imbarco o di sbarco relativi al percorso per via navigabile o dei porti marittimi di imbarco o di sbarco relativi al percorso marittimo. Tali menzioni vengono apposte prima dell’esecuzione del trasporto e confermate mediante apposizione di un timbro delle amministrazioni ferroviarie o portuali nelle stazioni ferroviarie o nei porti fluviali o marittimi di cui trattasi, al termine della parte di trasporto effettuata per ferrovia, per via navigabile o per mare”.

La Direttiva 92/106 del 7 dicembre 1992 ed il successivo decreto ministeriale di recepimento, prevedono che il trasporto in argomento – definito dalla direttiva stessa esente da ogni contingentamento ed autorizzazione – deve essere dimostrato su strada mediante l’esibizione di un “documento di trasporto” che attesti l’effettivo svolgimento del “trasporto combinato”. (Circolare Mitra 15.01.2015 prot. 300/A/205/15/108/13/)

La circolare Min Interno Prot. 300/A/205/15/108/13/1 e MIT Prot. 744 del 15/01/2015 ha chiarito che “per il documento in questione, pur essendo prevista la forma scritta, non esiste un modello “tipico”; pertanto potrà essere ammessa, sia l’esibizione di un unico documento che contenga gli elementi atti a comprovare la natura del viaggio in corso di svolgimento, sia che questi possano essere obiettivamente desunti da altra documentazione a bordo del veicolo. In tale ultimo caso deve comunque essere possibile la completa ed inequivocabile ricostruzione dell’intera relazione di traffico secondo le prescrizioni del “trasporto combinato”.

Dai documenti di bordo dovranno, dunque, necessariamente desumersi i seguenti elementi:

  • i dati del vettore che esegue il trasporto su strada;
  • la copia conforme della licenza comunitaria e, qualora il veicolo sia condotto da un

autista extracomunitario, non soggiornante di lungo periodo, l’attestato di conducente;

  • per la tratta su ferrovia o su nave: indicazione della stazione o del porto di carico e di quello di scarico. Tale attestazione deve essere necessariamente redatta prima dell’inizio del viaggio su gomma e deve accompagnare il veicolo per tutto il tragitto; essa deve contenere l’indicazione precisa della località di carico o di scarico della merce, nel caso in cui oggetto del combinato sia la cassa mobile o il container, il luogo di agganciamento e la destinazione nell’ipotesi in cui si tratti di un rimorchio o semirimorchio e, infine, la località di inizio e di fine del viaggio laddove oggetto del combinato sia il veicolo o l’intero complesso veicolare; il documento in questione dovrà essere inoltre accompagnato da documentazione che comprovi l’effettivo svolgimento della tratta ferroviaria, marittima o fluviale (biglietti, prenotazioni, dichiarazioni o attestazioni rilasciate dai vettori ferroviari o marittimi ecc.).

L’attestazione in questione o comunque le prove documentali esibite in sede di controllo dovranno comunque essere coerenti con gli altri documenti di bordo, quali ad esempio la lettera internazionale di vettura (CMR)”.

 

In relazione a quanto sopra rappresentato, occorre precisare che qualora non venga scrupolosamente rispettata la disciplina specifica del trasporto combinato, e non ricorrano i requisiti da essa previsti troverà piena applicazione la normativa nazionale in materia – a seconda dei casi – di trasporto abusivo o cabotaggio abusivo (art. 46 o 46 bis l. 298/1974).