MAREBONUS

GUIDO GRIMALDI, PRESIDENTE DI A.L.I.S., PORTA NUOVAMENTE ALL’ATTENZIONE DEL GOVERNO I RITARDI LEGATI ALL’INCENTIVO MAREBONUS

Il Marebonus sta naufragando. Un danno incalcolabile per l’economia del Paese. Le aziende dell’autotrasporto hanno creduto a tal punto nello strumento da indirizzare i propri investimenti verso un trasporto sempre più intermodale, sostenendo proprio quelle politiche ambientali e di sicurezza fortemente promosse dal Governo. Rimane però difficile da comprendere il clamoroso e colpevole ritardo sul Marebonus e soprattutto il permanere dell’incertezza sull’ammontare degli investimenti richiesti alle Compagnie di Navigazione per poter accedere agli incentivi da trasferire successivamente in larga parte agli Autotrasportatori”.

Così ha commentato Guido Grimaldi, Presidente ALIS in merito all’approvazione degli incentivi Marebonus e Ferrobonus, che dovrebbero garantire contributi per un ammontare complessivo di circa 180 milioni di euro per le annualità 2017-2018 secondo i dettami della Legge di stabilità 2016.

Manca la giusta determinazione del Governo e la necessaria chiarezza. Bisogna – aggiunge Grimaldi – liberare risorse e superare il nodo creato sul concetto di aiuto. Mentre cresce la discussione interpretativa aumentano i disagi del settore, soprattutto quello dell’autotrasporto. Il buonsenso e la logica suggeriscono di insistere con la Commissione Europea per far avere i finanziamenti direttamente agli Autotrasportatori, come previsto dal vecchio Ecobonus“.

Le aziende – suggerisce – utilizzerebbero il contributo in maniera equa, neutrale ed intelligente. In questo modo la misura rappresenterebbe un ottimo incentivo per tutta la catena logistica e consentirebbe alle aziende di autotrasporto di scegliere, nel rispetto dei principi del mercato europeo, l’operatore marittimo con cui imbarcare“.

Confido – dice il leader di Alis- che si possa finalmente giungere alla conclusione di questo lungo e farraginoso iter burocratico, e che sul concetto di aiuto prevalga l’interpretazione più logica, l’unica che può garantire finalmente il pieno successo della misura del Marebonus”.

Ad oggi il rischio è di vanificare tutte le buone intenzioni ed il lavoro fin qui svolto. Si stanno creando evidenti disparità. Da una parte si danneggiano alcuni operatori e dall’altra si finanziano, con oltre 70 milioni di euro, altri ‘privilegiati’. C’è chi garantisce prestazioni e chi riceve senza onorare gli impegni assunti. Si altera cosi il mercato e la leale concorrenza e si fanno crescere disparità quando si premiano rendite di posizioni, spesso inspiegabili ed ingiustificate, e non chi ha messo in campo investimenti. Pionieri e costruttori di opportunità, fra gli armatori e le stesse compagnie dell’autotrasporto“.

Si cambi rotta. L’A.L.I.S. e la CONFALIS, con le sue oltre 300 mila persone rappresentate, chiedono misure immediate” – ha concluso Guido Grimaldi, esprimendo “non poche perplessità sui ritardi e sui silenzi di parte del mondo associativo che non è in grado di sensibilizzare con la giusta determinazione il Governo su tale problematica né di dare efficace rappresentanza alle imprese del settore”.

A meno di un anno dalla sua fondazione, A.L.I.S. è costituita da oltre 1.210 aziende associate, per un totale di oltre 125.000 unità di forza lavoro, un parco veicolare di oltre 80.000 mezzi, più di 2.700 collegamenti marittimi settimanali solo per le isole e più di 120 linee di Autostrade del Mare. Con oltre 200 sedi A.L.I.S. è inoltre presente in maniera capillare in tutta Italia.