LA MANOMISSIONE DEL TACHIGRAFO È REATO

Con la sentenza n.  34107 del 12 luglio 2017 la Corte di Cassazione conferma che la manomissione del cronotachigrafo costituisce un illecito penale.

LA RUBRICA DEL PRESIDENTE, a cura dell’avv. Francesca Fiorini

Con la sentenza n.  34107 del 12 luglio 2017 la Corte di Cassazione conferma l’orientamento già espresso nella sentenza n. 13937 del 9.3.2017 in virtù del quale la manomissione del cronotachigrafo costituisce un illecito penale da punirsi con le sanzioni previste dal Codice Penale, oltre che con quelle previste dal Codice della Strada per l’eventuale violazione dei tempi di guida e di riposo.

Argomenta infatti la Cassazione che nella fattispecie in esame: “diversi risultano i beni giuridici tutelati rispettivamente dalla norma di cui all’articolo 437 c.p. e dal disposto di cui all’articolo 179 del CDS, atteso che quest’ultimo considera i soli rischi derivanti dalla circolazione stradale e quindi tutela la sicurezza di detta circolazione, mentre l’articolo 437 c.p. tutela in via principale la sicurezza dei lavoratori, essendo limitato il suo ambito di operatività alle manomissioni dei dispositivi diretti a prevenire gli infortuni, e, solo per estensione, l’incolumità pubblica”.

Siffatta questione, per come affrontata dalla Cassazione, coglie nel pieno e ripropone ancora un volta all’attualità politico-economica la sostenibilità della logistica anche in chiave sociale, sostenibilità di cui il trasporto combinato ed intermodale è votato oggi più che mai a raccogliere la sfida, offrendo soluzioni alternative a criticità strutturali del sistema del trasporto tradizionale.