TRASPORTI: CANTIERISTICA UE LANCIA SFIDA INNOVAZIONE FUTURO

La cantieristica navale è pronta ad affrontare le sfide del futuro puntando sull’innovazione, in particolare sul fronte della sostenibilità della digitalizzazione e delle competenze.

Per avere successo, però, ha avvertito l’associazione Sea Europe, serve la “cooperazione” di tutti, dagli attori del settore alle istituzioni Ue. Da qui l’invito arrivato dalla Commissione Ue a partecipare attivamente alla definizione della prossima Strategia marittima, mentre la presidenza maltese di turno dell’Ue presenterà a fine mese una dichiarazione per rimettere il mare al centro dell’agenda europea. “La cantieristica oggi non è più quella che era solo qualche anno fa”, e con un fatturato di 31 miliardi l’anno per 200mila occupati diretti più i 60 miliardi per 350mila occupati in 22mila aziende per i produttori di equipaggiamento, “è un’industria piena di energia”, ha sottolineato Kjeld Dittman, il chairman di Sea Europe, l’associazione che rappresenta la filiera marittima civile e navale europea. “Dobbiamo però prepararci per il futuro” puntando, ha avvertito, su innovazione e sostenibilità, concorrenza equa e personale qualificato, e “dobbiamo prendere queste sfide sul serio e insieme” con una “cooperazione” tra aziende, università, politica.

“Siamo ancora ottimisti su traghetti e crociere” ma “l’Estremo Oriente”, in particolare la Cina, “proverà a entrare nel mercato europeo”, e “l’unico modo per sopravvivere è cercare con l’innovazione di essere avanti rispetto a loro, questo è il segnale che mandiamo alla Commissione Ue”, ha sottolineato Bernard Meyer, il managing partner della Meyer Werft. Tra gli elementi su cui puntare, sicuramente nuovi carburanti, materiali innovativi, logistica a bordo e digitalizzazione dei dati. Il mantenimento della leadership europea, ha infatti sottolineato la direttrice generale del Centro Servizi per il Mare Evelin Zubin, “richiede una forte integrazione tra le strategie industriali e le politiche comunitarie e un efficace raccordo fra queste e le realtà nazionali.

Le Pmi che rappresentano l’anima del CS Mare insieme al mondo accademico sono protagoniste determinanti nel mantenimento dei vantaggi competitivi che consentono all’industria cantieristica europea e nazionale di essere leader nei comparti tecnologicamente più complessi e avanzati del settore”. Un ruolo chiave per assicurare uguali opportunità per tutti è quello dell’Ue, ma preoccupano nel settore la Brexit – Londra è la capitale delle spedizioni marittime – e l’incertezza in cui versa l’Europa. “Solo uniti abbiamo un impatto, e il potere della Commissione Ue viene dal fatto che dietro ha tutti gli Stati membri, un avanzare a piccoli gruppi o il mercato interno da solo non funzionano”, ha ammonito il chairman di Sea Europe. L’intenzione è quindi di accogliere l’appello lanciato da Nikolaus Von Peter del gabinetto della commissaria ai trasporti Violeta Bulc di “unirsi” alle associazioni di armatori europei per definire la Strategia marittima 2019-2028. Anche il direttore della Dg Ricerca Clara Della Torre ha invitato il settore a segnalare “gli ostacoli” alla Commissione e ai 28. “E’ nostro dovere contribuire”, ha assicurato Dittman. “E’ nostro dovere contribuire”, ha assicurato Dittman.

Intanto la Presidenza maltese dell’Ue, ha annunciato il responsabile per i trasporti David Kerr, a fine mese presenterà una dichiarazione ministeriale per rimettere il tema del futuro del settore al centro dell’agenda Ue “fornendo un indirizzo politico su tre aree: competitività, decarbonizzazione e digitalizzazione”. Il “messaggio finale”, ha sottolineato Kerr, è che “abbiamo già tutti gli strumenti, dobbiamo solo avere una nuova cassetta degli attrezzi” per poterli sfruttare al meglio, e questa sarà la nuova Strategia marittima Ue post 2018.