ALIS SULLO SCIOPERO NAZIONALE DELL’AUTOTRASPORTO

La rottura delle trattative è stata deleteria per tutto il settore. Conseguenze molto gravi per le aziende italiane che forniscono servizi intermodali

Roma, 31 ottobre 2017 – “La rottura delle trattative, avvenuta in data 6 ottobre, è stata deleteria per entrambe le parti”.  Così Guido Grimaldi, Presidente di A.L.I.S., è intervenuto in merito allo sciopero dei lavoratori dell’autotrasporto, della logistica e delle spedizioni che, iniziato nella giornata di lunedì 30 ottobre, è in corso ancora oggi per il rinnovo del Contratto Collettivo di settore scaduto alla fine del 2015.

“Simili atti di irresponsabilità provocano conseguenze gravi non solo per il settore, ma per l’intero sistema paese – ho continuato Guido GrimaldiIl mancato accordo ha generato, prima di ogni altra cosa, una problematica di natura sociale: si riflette infatti sulla qualità di vita di centinaia di migliaia di lavoratori di questo settore, che giustamente attendono da quasi due anni il rinnovo del loro Contratto Collettivo, con la revisione dei parametri economici per il personale viaggiante”. Ed ha specificato: “Alle problematiche di carattere sociale vanno ad aggiungersi un danno imprenditoriale valutabile in decine di milioni di euro al giorno – con centinaia di aziende nell’impossibilità di ricevere materie prime, spedire prodotti finiti e rispettare i tempi di consegna previsti – e il blocco totale della continuità territoriale con la Sicilia, la Sardegna e le isole minori, che ritengo particolarmente grave in quanto in questo momento i cittadini isolani sono nell’impossibilità di ricevere i beni di prima necessità, tra cui anche i medicinali salvavita e tutti quei prodotti alimentari deteriorabili quali il latte e i suoi derivati”.

“A risentire di questo sciopero legittimo sono però quasi esclusivamente le aree portuali e interportuali, con il blocco totale di accesso e uscita dai porti, mentre il gommato ad oggi circola senza alcun ostacolo – ha aggiunto Guido Grimaldi. Il danno gravissimo è da ravvisarsi maggiormente per gli abitanti delle isole e per le aziende italiane che forniscono servizi intermodali.

Ed ha concluso: “Mi auguro che tali legittime manifestazioni di protesta non arrechino ulteriori conseguenze negative al sistema paese, sfociando in un blocco totale della libera circolazione delle merci o, ancora peggio, in veri e propri atti di violenza”.